da   Ass. Il Racconto Ritrovato

MI SCUSI ....SIGNORA di Maddalena Frangioni

Era una sera calda, molto calda, si stava bene seduti all’aperto. Era stato un invito inaspettato. Di solito non capitava che la madre ricevesse un invito dalla figlia che era sempre occupata tra cene e incontri utili per il lavoro che svolgeva nella moda, oalmeno così diceva. Abitavano nella stessa città, ma le loro abitazioni erano agli antipodi. La figlia aveva sempre detto che voleva bene alla madre, ma preferiva stare lontana da lei.

La madre all’inizio ne aveva sofferto, poi aveva reagito e con sano egoismo si era convinta che sarebbe stato meglio andare avanti e non prendersela. Così un giorno quando la figlia l’aveva invitata al ristorante ne era stata sorpresa, ma vinti dubbi e perplessità, aveva accettato.

La figlia era già seduta quando la madre era arrivata. Era da un po’ che non vedeva sua figlia, quasi non la riconosceva così bella nell’abito bianco che metteva in risalto la pelle dorata dal sole dell’estate. Una collana di corallo impreziosiva l’abito e metteva in evidenza il collo slanciato.

“Scusami, ma all’ultimo momento mia sorella mi ha bloccata al telefono. Allora a cosa devo questo invito? Credevo tu fossi in vacanza”, dissela madre sedendosi al tavolo.

“ No   mamma ho ancora da fare, poi mi prenderò qualche giorno di ferie, ma non è   perquesto che siamo qui, è che voglio farti conoscere una persona. Aspetta, ora arriva, vedrai”, rispose calma la figlia. .

Dopo pochi minuti un uomo non più giovane ma dall’aspetto giovanile arrivò, e con passo deciso subito si avvicinò al loro tavolo e baciò sua figlia sulle labbra. Poi sedette senza dire una parola e con spavalderia dopo l’abbracciò la baciò di nuovo. L’uomo, incurante della presenza della madre, non si presentò, né le rivolse la parola. Poi a voce alta, incurante del luogo in cui si trovavano disse che sua figlia per lui era tutto, che era molto bella, che lui da tempo cercava una donna così e chissà un giorno avrebbe potuto anche sposarla.

La madre gettò un’occhiata a sua figlia affinché la togliesse da quella situazione incresciosa, ma lei non colse il suggerimento, era come intontita e non faceva che sorridere ora alla madre ora all’uomo che continuava ad accarezzarle il braccio. Sua figlia in silenzio non sembrava avesse qualcosa da dire. Alla madre che osservava la scena sembrava che sua figlia, assente, fosse trattata come una preda da conquistare.

Stava seduta accanto ad un uomo vestito da ragazzino in jeans tagliati al ginocchio che sembrava facesse di tutto per attirarla nella sua rete. La madre tentava di immaginare il seguito di quella serata e provavasgomento. Quell’uomo che dimostrava tutti i suoi anni anche se cercava di nasconderli le apparivaridicolo neltentativo di accaparrarsi oltre alla figlia anche il suo consenso. Ma non sapeva che lei, certo, non si sarebbe fatta irretire?

Ora la madre aveva capito tutto, l’invito, il ristorante. Era la figlia che aveva combinato l’incontro per farle accettare la sua nuova situazione sentimentale: dopo la fine del suo matrimonio non aveva fatto che cambiare compagno.

La madre non si mosse era come pietrificata, osservava con disgusto l’uomo che continuava a sbaciucchiare la figlia.

All’ennesimo bacio dello spasimante, mentre la figlia se ne stava lì, immobile, con aria passiva quasi indifferente come una statua di sale, la madre non potendone più, di botto si alzò, salutò e disse rivolta alla figlia: “Scusi signorina o signora non so, credo di aver sbagliato tavolo. Stasera ero venuta per incontrare mia figlia, ma non la vedo, forse si è dimenticata dell’appuntamento. Buonasera”. Poi rivolta all’uomo con tono beffardo disse: “Buona caccia signore” e sparì. .

Presto dimenticò l’episodio, ma a distanza di tempo quando le capitava di pensarci era sicura che la ragazza di quella sera non poteva essere sua figlia; mai lei si sarebbe fatta irretire da uno stupido cacciatore come quello che le si era seduto davanti!

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