da   Ass. Il Racconto Ritrovato

Aprirsi al mondo

Aprirsi al mondo: un concetto assai complesso che vede spiazzati e in parte  disorienta. Ma non si dimentichi che viaggiamo in compagnia delle parole: usarle al meglio potrà essere indifferentemente impegno e/o passione e in questo tragitto non si sarà soli. Il dizionario alla voce “ Aprire”  recita testualmente: “ Rimuovere un ostacolo che impedisce di passare o di comunicare fra un luogo e un altro.”

Il problema sembrerebbe apparentemente risolto, ma gli ostacoli sotto gli occhi da troppo tempo non si vedono più, come ingombranti oggetti di casa tanto difficili da rimuovere.

L’altro, gli altri, la differenza, la diversità: a questo desideriamo rivolgere la nostra comunicazione, parlarci e finalmente sentirci e comprenderci.

Eliminare i condizionamenti che senza volerlo, complice una negligente pigrizia del  pensiero, hanno preso alloggio dentro di noi, paralizzando azione, interessi, iniziative. Fare spazio! 

La casa finalmente libera sia pronta all’accoglienza, sia aperta alla conoscenza e non potrà che essere occasione di un benefico, rivitalizzante rinnovamento. 

                                                                                                               
                                                                                                Fiorella Naldi

                                                   


Non una nave sicura coi motori vibranti d’entusiasmo ma un
barcone rugginoso ci conduce verso scogli duri e taglienti
Non un capitano col vento negli occhi ma un aguzzino con la
frusta ci guida fra onde invisibili nella notte ostile
Camminerò con te figlio mio negli abissi del mare laggiù saremo in buona compagnia e non temerai nulla perché io ti terrò per mano
Ho dato tutto ciò che avevo per comprare un sogno ma i sogni non si comprano i sogni non si comprano se non con la vita
Bruciano gli occhi accecati dal sale soffoca il petto schiacciato dal baratro ma tu abbracciami nulla potrà accaderci
Camminerò con te figlio mio negli abissi del mare laggiù saremo in buona compagnia e non temerai nulla perché io ti terrò per mano
Grida l’angoscia intorno si confonde col fragore della tempesta dormi fra le mie braccia riposa ti porterò con me nella penombra di una calma antica
Dormi fra le mie braccia riposa perché persino un dio seguirebbe il suo bambino ignaro del perché non potrà più giocare
Camminerò con te figlio mio negli abissi del mare laggiù saremo in buona compagnia e non temerai nulla perché io ti terrò per mano.

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