da   Ass. Il Racconto Ritrovato

I grandi poeti

 

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

questa morte che ci accompagna

dal mattino alla sera, insonne,

sordo come un vecchio rimorso


o un vizio assurdo. I tuoi occhi

saranno una vana parola,


un grido taciuto, un silenzio.

Così li vedi ogni mattina

quando su te sola ti pieghi

nello specchio. O cara speranza,

quel giorno sapremo anche noi

che sei la vita e sei il nulla.

 

Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

Sarà come smettere un vizio,

come vedere nello specchio

riemergere un viso morto,

come ascoltare un labbro chiuso.

Scenderemo nel gorgo muti.

 

 

Affranto per il cupo urlo del cielo,

per la pioggia che ci scava l’anima,

immagino la gioia incontenibile che aspetta,

per salvarci, solo un nostro cenno.

 

Il coraggio e il dubbio

assillano i miei giorni amari

(ahi che tristezza

nel farvene partecipi!).

 

Ora m’inebrio al verde ed al rotondo suo profumo.

Su nell’immenso e sconfinato cielo, volo di rondini

leggero ci rapisce e ci regala sogni.

                    Speranza che acqueta è il mio segreto sogno.