da   Ass. Il Racconto Ritrovato

I grandi poeti

 

Che cosa è più triste di un treno?

Che parte quando deve,

Che non ha che una voce,

Che non ha che una strada.

 

Niente è più triste che un treno.

O forse un cavallo da tiro.

E’ chiuso fra due stanghe,

Non può neppure guardarsi a lato.

 

La sua vita è camminare.

E un uomo? Non è triste un uomo?

Se vive a lungo in solitudine

Se crede che il tempo è concluso

Anche un uomo è una cosa triste.

 


Quand'eri

giovinetta pungevi

come una mora di macchia. Anche il piede

t'era un'arma, o selvaggia.

 

Eri difficile a prendere,

                                         Ancora

giovane, ancora

sei bella. I segni

degli anni, quelli del dolore, legano

l'anime nostre, una ne fanno. E dietro

i capelli nerissimi che avvolgo 

alle mie dita, più non temo il piccolo

bianco puntuto orecchio demoniaco.