da   Ass. Il Racconto Ritrovato

I grandi poeti

 

Da "LA MISURA DELLO ZERO"   appena pubblicato da Giulio Einaudi Editore

 

 

sulla terrazza hai raccolto le mie tenebre

percorriamo una strada normale e piana

sul panorama cala una luce ultima

 

il disegno è lì per essere cancellato

la sua presenza disturba le notti

la nostra indecisione invertebrata

 

nel procedere ampio la tua sagoma

prende sembianze di ghiaccio

i pericoli vengono trasportati lungo le strade

per le grandi rotatorie

fino al nero dei canali

 

le superfici metalliche tracciano

per sicurezza i limiti dello spazio

al di là sulle pendici della collina

un grumo di case

anche lì ci saranno sentieri

porte socchiuse

occhi che si affollano alle finestre

 



Un grande temporale

per tutto il pomeriggio si è attorcigliato
sui tetti prima di rompere in lampi, acqua.
Fissavo versi di cemento e di vetro
dov’erano grida e piaghe murate e membra
anche di me, cui sopravvivo. Con cautela, guardando
ora i tegoli battagliati ora la pagina secca,
ascoltavo morire
la parola d’un poeta o mutarsi
in altra, non per noi più, voce. Gli oppressi
sono oppressi e tranquilli, gli oppressori tranquilli
parlano nei telefoni, l’odio è cortese, io stesso
credo di non sapere più di chi è la colpa.

Scrivi mi dico, odia
chi con dolcezza guida al niente
gli uomini e le donne che con te si accompagnano
e credono di non sapere. Fra quelli dei nemici
scrivi anche il tuo nome. Il temporale
è sparito con enfasi. La natura
per imitare le battaglie è troppo debole. La poesia
non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi.