da   Ass. Il Racconto Ritrovato

I grandi poeti

Chiudi gli occhi amore, lascia che io ti faccia

cieca. Ti hanno insegnato solo a leggere

problemi sulla superfice delle cose, e

algebra negli occhi degli uomini accesi

dal desiderio: in dio vedi un geometra

che interseca i suoi cerchi, per

confonderci.

 

Vorrei baciarti sugli occhi sino a baciarti

cieca. Se io potessi - se qualcuno potesse...

Allora forse nel buio troveresti quello che vuoi:

la soluzione che è sempre troppo profonda per la

mente, fusa nel sangue:

che io sono il cervo, e tu la cerva

tenera.

 

Ora basta indagare intorno a me! Vuoi che ti

odi? Sono un caledoscopio, io, che tu agiti

e agiti, e non dà mai l'immagine

giusta? Sono condannato a penetrarti

in un lungo coito di parole, io? Ora

basta. Non c'è speranza tra le tue

cosce, lontano, lontano dallo scrutare del tuo

sguardo?

 

Morire  -  questo a un gatto non si fa.

Perchè cosa può fare il gatto

in un appartamento vuoto?

Arrampicarsi sulle pareti.

Strofinarsi tra i mobili.

Qui niente sembra cambiato,

eppure tutto è mutato.

Niente sembra spostato,

eppure tutto è fuori posto.

E la sera la lampada non brilla più.

Si sentono passi sulle scale,

ma non sono quelli.

Anche la mano che mette il pesce nel piattino

non è quella di prima.

Qualcosa qui non comincia

alla sua solita ora.

Qualcosa qui non accade

come dovrebbe.

Qui c'era qualcuno, c'era,

e poi d'un tratto è scomparso,

e si ostina a non esserci.

In ogni armadio si è guardato.

Sui ripiani è corso.

Sotto il tappeto si è controllato.

Si è perfino infranto il divieto

di sparpagliare le carte.

Cos'altro si può fare.

Aspettare e dormire.

Che provi solo a tornare,

che si faccia vedere.

Imparerà allora

che con un gatto così non si fa.

Gli si andrà incontro

come se proprio non se ne avesse voglia,

pian pianino,

su zampe molto offese,

E all'inizio niente alti nè squittii.