da   Ass. Il Racconto Ritrovato

La Poesia

La Poesia

Cos'è la poesia? A cosa serve? Due domande cui è pressoché impossibile dare risposta. O meglio rispetto alle quali sentiamo che ogni risposta è insufficiente, avvertiamo che non copre tutta l'essenza di ciò che abbiamo in mente per poesia: la poesia è sempre un po’ oltre, si colloca in un territorio che non riusciamo a delimitare con precisione. In questo la poesia è come l'amore, tutti l’abbiamo sperimentato ma ogni tentativo di definirlo è vano. Allo stesso modo tutti hanno almeno qualche volta fatto esperienza del poetico, tanto da utilizzarlo come metafora in vari contesti: un film poetico, perfino un cibo può essere definito "una poesia";  ma poi ci si arena di fronte alla domanda posta all’inizio. Bisogna quindi accontentarsi di definizioni insufficienti , prenderle come utili approssimazioni e confrontarsi piuttosto direttamente con i testi di grandi poeti di tutti i tempi e tutti i paesi; leggendo con frequenza e dedizione si affina in noi il gusto e si impara ad apprezzare i dettagli. 

Detto ciò non vogliamo tuttavia sottrarci del tutto alle domande da noi stessi introdotte e citeremo in maniera sintetica le due risposte che ci sembrano più centrate  e pertinenti 

-La poesia riesce a dare voce a quel substrato profondo comune a tutti gli esseri umani, nel quale ciascuno può riconoscersi in quanto sente di condividere uno stesso destino 

-La poesia è l’utilizzo del linguaggio al massimo delle sue possibilità espressive

Altro equivoco che circonda il mondo della poesia è la compresenza di due luoghi comuni opposti ma altrettanto falsi : per il primo la poesia è troppo difficile, riguarda soltanto gli addetti ai lavori e non può dire niente all'uomo comune: l'altro sostiene che la “vera” poesia debba essere viceversa “facile” per chiunque sia dotato di particolare sensibilità, essa consisterebbe semplicemente nell'espressione, più immediata e sincera possibile, delle propria emozioni.. Entrambi luoghi comuni dicevamo: la poesia anche la più complessa e audace nelle forme riesce a parlare a colui che sa mettersi in ascolto e profonda l’impegno a far saltare i grimaldelli posti dall’autore nel testo, inseriti non certo per costruire un percorso ad ostacoli, ma per dare al testo stesso tutta la forza possibile. Un ascolto che sarà emotivo e razionale insieme, capace di far leva su quegli “strumenti” tecnici (metrica, ritmo, figure retoriche) che danno vigore al linguaggio poetico. 

Per evitare fughe o semplificazioni, il primo passo consisterà quindi nell’avvicinarsi al testo poetico con atteggiamento umile e appassionato di ascolto della parola, e nel crearsi poco a poco un gusto poetico che permetta di leggere (e poi di scrivere) in maniera consapevole. A ciò, come ulteriore strumento di crescita, si deve aggiungere il confronto del proprio prodotto artistico con   semplici lettori che possano fungere da specchio, non giudici, ma piccoli fari, lampi che ci facciano capire come viene percepita la nostra scrittura, se siamo stati abbastanza incisivi nella forma e se siamo riusciti a comunicare ciò che era nelle nostre intenzioni. 

Per concludere citiamo cosa ha da dirci sulla poesia il grande poeta russo Josif Brodskij, premio Nobel per la letteratura: "La poesia non è una branca dell`arte, è qualcosa di più. Se ciò che ci distingue dalle altre specie è la parola, allora la poesia, che è l`operazione linguistica suprema, è la nostra meta antropologica e, di fatto, genetica. Chi considera la poesia un modo per passare il tempo, una "lettura", commette un crimine antropologico, in primo luogo contro se stesso”.

 

                                                                                                            Bruno Galluccio