da   Ass. Il Racconto Ritrovato

L'ATTIMO VISSUTO di Anna Versi Masini

Entro in casa di corsa e chiudo piano la porta.
«Alina, sei tu amore?».
«Sì… che traffico!» appoggio la borsetta e subito mi dirigo in salotto dove lui è
là, come tutte le sere a quest’ora, a sciropparsi un qualsiasi programma
sportivo.

Chissà se si accorgerà del mio nuovo look…

«Mi spiace!», dice alzando lo sguardo per una frazione di secondo.

Niente… 

Mi avvicino e getto di proposito le chiavi sul tavolino per fare rumore. Ma lui, 

continuando a fissare lo schermo, aggiunge: «Che c’è di buono per cena?».

Il mio completino …sotto-sotto… però ti dovresti svegliare!

«Alina… per cena?!».
«Uh, sì, Matteo… scusa… c’è del carpaccio con insalata. Altrimenti potremmo
uscire, se vuoi…».
«Tra poco inizierà la partita del Milan… te ne sei dimenticata?».
«La partita!», esclamo sconsolata. «Ok, faccio prima una doccia rilassante…»,
e camminando mi tolgo le scarpe, la giacca…

Niente…

 

«… poi, magari più tardi, mi vedrò con qualche amica…» e chiudo, sbattendo, 

la porta del bagno.

 

                                                 ***

E ti chiedi perché. Perché pensare ad un altro, perché sognarlo, volerlo,

perché averne paura ed essere innamorata del tuo uomo. Cos’ha l’altro?
Perché sembra più uomo? Perché ti fa capire in quel modo che gli piaci?
Perché ha quello sguardo attento, quelle mani delicate ma forti, quella voce
sicura, quel calore umano che ti fa sprofondare? E perché ti bacia in quel
modo sconvolgente e ti stringe tanto forte da non farti respirare? Perché,
quando vuoi smettere, ti trattiene con la sua forza e tu ti lasci andare e ti
scordi d’esistere? Perché vuole ascoltarti? E ti prende la mano, te la sfiora
mille volte con le sue labbra calde, e poi ti si avvicina e tu non puoi fare a
meno di leggere troppe cose chiare e troppe cose scure nei suoi occhi? E
aspetti che ti chiami. Aspetti il suo ciao, grande e profondo come un oceano
… e ci si sente meglio, più sicure, più belle.
E il tuo uomo ti vede più bella. ‘Ma di che cosa brilli? D’amore?’.


Mi sciacquo la testa passando più volte le mani fra i capelli e ricordo quella 

scena…
Sì, quel giorno Matteo mi aveva chiesto proprio così!
Quel giorno, quando tutto era iniziato o forse finito; quando quel braccio
ancora troppo sconosciuto si era improvvisamente frapposto fra me e una
porta; quando avevo percepito il desiderio smodato che avevo davanti, le sue
labbra morbide sul collo, un tocco delicato sul viso…
E poi, a casa, solo abitudine… e quell’occhiata sfuggente tra uno spot
pubblicitario e l’altro…
‘Ma di che cosa brilli? D’amore?’.
D’amore? No… chiamale attenzioni!
Mi lascio percorrere per un po’ dal forte getto d’acqua tiepida che sembra
farmi rinascere.
Quella era la verità… questa è la verità… ora lo sento.
Chiudo il rubinetto e rimango a pensare sotto ad un gocciolìo sempre più fioco.
Attenzioni! Così troppo importanti, fondamentali, innate… ma perché un uomo
non ha quelle stesse attenzioni per la propria donna? Perché è così sicuro di
un amore dato ormai per scontato?
Esco dalla doccia e mi abbandono alla morbidezza dell’accappatoio.
Sì, un grande amore scontato…

Mi guardo allo specchio, ma non mi vedo. I miei occhi, immobili, distinguono 

in quel chiarore solo immagini lontane, felici. Vorrei tanto riacchiapparle!
Smetto di sistemarmi i capelli umidi e rimango con la spazzola a mezz’aria.

Devo agire… non posso più continuare a fingere, a scappare, a cercare 

qualcosa!
Un urlo…

… qualcuno deve aver segnato! Se uscissi adesso, così, non se ne 

accorgerebbe nemmeno…
Aiutandomi con un altro specchio mi controllo la pettinatura, dietro. La mia
schiena, nuda e perfetta, sembra resa ancora più bella e seducente dalla
morbida massa di capelli neri che la percorrono sinuosamente.

Ho una vita davanti… voglio vivere… voglio amare… voglio amore!

Con delicatezza spazzolo via un ricciolo ribelle…

 

… un’ultima chance, sì… un’ultima chance…


E sorrido, sfidando decisa il mio sguardo tagliente che mi penetra fino al cuore. 

 

 

                                                 ***

Poi la porta si apre all’improvviso