da   Ass. Il Racconto Ritrovato

La voce di Luciana Sandiano - 2011

Un linguaggio asciutto, secco, essenziale; un’atmosfera gelida, ripetuta, ossessiva, . In un sapiente equilibrio tra parole e fatti, il racconto si immerge nelle patologie inesplicabili della mente umana, cogliendo le alterazioni che trasformano una vita di relazioni in un drammatico isolamento psichico: scompaiono gli amici, gli umori, i progetti, e restano soltanto l’imperio della “Voce”, le matite colorate da temperare e ordinare in modo sempre uguale, l’appuntamento di ogni pomeriggio alla scrivania tra le quindici e le diciassette per disegnare. Ne risulta un brano intenso e coinvolgente, che permette al lettore di accompagnare con partecipazione il protagonista Marco nella sua fuga dalla realtà e dal tempo. La doppia immagine finale, il bicchiere d’acqua con le gocce posato sul comodino e le mani di Marco strette sulle orecchie per fare il vuoto attorno, chiude degnamente un lavoro che rivela capacità di scrivere con “ritmo” e di trattare un argomento difficile senza scadere nel pietismo retorico.

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