da   Ass. Il Racconto Ritrovato

AGNESE o della fatica di scrivere di Carlo Frizzi - 2009

- Agnese, per favore!

- Non dirmi più “desidera, signore?”, se no me ne vado. Scusami, è che sono nervoso, e non sto concludendo nulla. Un altro, grazie.

- Sì, a volte mi si arrossano. Patisco la luce forte, e poi sono allergico alle graminacee.

- Ma figurati, tre aperitivi, che vuoi che sia.

- Ah, dici? Un po' come Yin e Yang, cioè la “e” sarebbe proprio una “e”, per dire che quando c'è uno c'è anche l'altro? Uau, mi si apre davanti un universo dolceamaro, o amardolce, che mi azzera qualsiasi fantasia. L'ovvietà uccide...

- Già le due? Tra dieci minuti mi arriva la Ferrani in ambulatorio... Lei e le sue paturnie... Benedetto cellulare... 339 7768895...

- Signora Ferrani, sono Frizzi.

- Purtroppo ho avuto un contrattempo, sì, un'urgenza qui in ospedale.

- Lo so, lo so, ma non posso  proprio liberarmi.

- Domani pomeriggio, sì, stessa ora. Mi scusi ancora.

- Sì, certo, a domani. Buon pomeriggio.

- Pure la Ferrani... Agnese!

- Senti qua: ho due fidanzate, tutt'e due – sorte vuole – si chiamano Elena. Però le chiamo Ele. Una è di Milano, l'altra vive a Firenze... Mi Ele e Fi Ele... Allora?

- Puerile? E provare a darmi qualche piccolo incoraggiamento, invece di censurarmi sempre tutto?

- I giochi di parole coprono i vuoti di idee... Mmm... Questa me la scrivo, cos'è, una massima di Lao-tsu?  Portamene ancora uno, va'.

- No, niente noccioline.

- Il mio fegato è una macchina metabolica meravigliosa, per tua norma e regola. Pensa al tuo, con 'sti clienti che ti ritrovi, tutti lì a viziarsi l' IO con macchiati caldi, macchiati freddi, uno spruzzino di cacao, qui qui, qui qua, non so come fai a tirar sera senza diventare verde...

- Scusa, è che non riesco a pensare ad altro.

- Grazie.

- E capovolgere tutto? Glorificare l'amaro e umiliare il dolce? Il burbero che la vince sul gentile? Una bella storia di buoni e cattivi, dove alla fine i cattivi non sono poi così cattivi, ma anzi sono i buoni che appiccicano ingolfano soffocano con la loro esagerata dolcezza? Tipo una madre così  avvolgente e protettiva che per eccesso d' amore verso il figlio...

- “Loverboy”, dici? Victoria Redel?

- Uguale identico?

- Un altro, maledizione...

 

Post scriptum

Pochi lettori avranno riconosciuto il bar Londra di Torre Pellice, all'interno del quale si è svolta l'azione.

Molti invece conoscono Agnese: lei è così,  mentre con un emisfero fabbrica le idee, con l'altro le censura. Però è piacevole, insistente, e viene quando la chiami. Non se ne va, anche se la tratti male.

Con lei, vera protagonista del racconto da me costretta al silenzio, mi scuso di cuore.

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